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NEL FONDO

  • 2 lug 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Sono sempre stata una di quelle persone totalmente indifferente al tema della disabilità, quando vedevo le pubblicità in tv in cui si chiedevano raccolte fondi per rare malattie le guardavo sempre in maniera schifata, quando trovavo in giro banchetti organizzati per sensibilizzare l’opinione pubblica passavo sempre alla larga, quando proprio non riuscivo a “schivare” un disabile, sfoderavo il classico sorrisetto fasullo sperando che non si avvicinasse troppo....

Credo che sia una reazione normale, credo che il 90% delle persone faccia lo stesso, d’altronde ero un convinto sostenitore della famiglia perfetta in un contesto sociale perfetto...mica pensavo che sarei diventato uno di quei genitori dietro i banchetti nelle piazze o che mio figlio sarebbe stato rappresentato da quelle angoscianti pubblicità...

Be...non ci crederete ma è andata proprio così...

La depressione per queste cose ti fa toccare il fondo, ed è qui che sto imparando a vivere, sul fondo, dove trovo tante altre famiglie, tanti altri ragazzi e ragazze, tanti disabili, più gravi e meno gravi, che ci stanno con la testa ma non con il corpo, che ci stanno col corpo ma non con la testa.... che non ci stanno con un cazzo di niente....

Ma questo è il fondo e la gente del fondo deve avere palle d’acciaio, qua si imparano i veri valori della vita, si impara a ridere e a gioire, si conosce il vero significato del dolore...

Ci sono amici sorprendenti che ti danno la mano e vogliono essere accettati e condividere la loro vita come tutti quelli che vivono lassù in superficie....ci sono genitori che diventano medici,terapisti,operatori,avvocati,insegnati e nonostante tutto trovano ancora il tempo di cucinare la cena...

Questo mondo mi ha rapito e devo ammettere che mi sta emozionando, ossessionando, travolgendo....

Se hai una missione, se hai ben chiaro il tuo obiettivo, la vita ha un enorme valore, sempre, anche quaggiù nel fondo.


 
 
 

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